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29
April

MAGAZINE FEDEPILOTI APRILE 2020

MAGAZINE FEDEPILOTI APRILE 2020

Fedepiloti federazione italiana piloti

IN ALLEGATO IL MAGAZINE DI FEDEPILOTI 2020 

- EDITORIALE DEL PRESIDENTE - 



Stimati Colleghi, il 6 aprile 2020, avrebbe dovuto tenersi la 73a Assemblea Nazionale e invece a causa dell’imprevedibile emergenza mondiale sanitaria, siamo divisi tra il comune restare a casa ed il nostro “regolare” nuovo modo di svolgere il servizio di pilotaggio, per combattere tutti insieme un nemico invisibile, subdolo, che si è insinuato in mezzo a noi e i cui effetti sul piano socio-economico saranno probabilmente più gravi di quelli di questo primo periodo. 

Il mio pensiero, della dirigenza e di tutto il Consiglio Direttivo va in modo particolare a quei colleghi che a causa della situazione, avendo subito un triste lutto, non hanno potuto trovare il giusto conforto.  Quest’anno, nel corso dei lavori assembleari, avremmo dovuto parlare dei RUOLI e dei PRINCIPI nel sistema del pilotaggio portuale. Messi in discussione dall’esterno nei modi ben noti, tanto dalle associazioni dell’armamento, quanto, a volte, dalla stessa amministrazione, magari indotta ad avere dubbi sulla solidità del nostro sistema proprio da alcuni atteggiamenti provenienti dal nostro stesso interno. Su quest'ultimo punto vale la pena soffermarsi un attimo, perchè noi stessi piloti, in alcuni casi, abbiamo da un pò di tempo affiancato al nostro ruolo principale di “Pilota del Porto”, atteggiamenti, scritti o azioni che hanno offerto una felice sponda a chi vuole invece prendere il sopravvento sul pilotaggio con mire che vanno ben oltre il pensiero del singolo individuo o il mero limitato risparmio sulla “tariffa di pilotaggio” (scusa questa oggi ampiamente smentita scientificamente dallo studio universitario consegnato alle Istituzioni).

Quindi la ricetta è sempre la stessa. Se siamo convinti che il sistema corporativo per la gestione del pilotaggio in italia sia valido; proficuo tanto per lo Stato (proprietario del servizio), quanto per noi piloti, fino a chi il nostro servizio lo utilizza, allora dobbiamo difenderlo in modo unitario, affrontando serenamente i momenti di confronto democratico al nostro interno, nei modi opportuni e sempre con l’obiettivo di volgere al meglio per tutti che diventa poi anche il bene del singolo. Il contrario non è semplicemente possibile. Quando chiunque di noi lascia questa via pensando di poter fare bene da solo, prima di accorgersi che sta sbagliando, il danno per la comunità è fatto. E noi tutti, la Federazione, ci troviamo a rincorrere per “rammendare” situazioni che si sarebbero potute tranquillamente evitare, magari proprio attraverso un preventivo sereno confronto. Questo momento di forte prova dovuto all’emergenza in corso, se doveva insegnarci qualcosa, è che i problemi vanno affrontati insieme e devono avere una risposta comune. Posso dirvi che l’esperienza ci sta dicendo che la mancanza di una vera regia istituzionale a livello centrale, mi riferisco alle azioni d’intervento verso la pandemia anche nel nostro settore, ha fatto perdere molto tempo prezioso, spesso a causa di vuoti normativi o di semplici protocolli omogenei. L’intera dirigenza della Federazione si è da subito attivata, con la collaborazione sempre presente del consiglio così come anche quella preziosissima dei capi pilota. Tutti organi con i quali siamo sempre stati in stretto e diretto contatto, cercando soluzioni condivise e coordinate.

In una parola, la squadra ha fatto e sta facendo la differenza. Anche l’Amministrazione ha apprezzato molto questa rinnovata unione da parte nostra, soprattutto in un momento del genere, dove i portatori di soluzioni hanno sicuramente giovato molto all’Amministrazione. Questo è il nostro ruolo! E per questo vanno i complimenti a tutti coloro che si sono adoperati in questo senso. Niente sarà più come prima. E’ la frase che sempre più con insistenza si sente dire in questo periodo. Può darsi, ma non vuole necessariamente dire che cambiamento è male. Nel nostro caso, se gestito bene,  potrebbe voler dire ottimizzazione operativa e migliore capacità di coordinamento, magari anche con una seria progettazione di protocolli emergenziali che dal centro possano riguardare tutti in modo omogeneo. Per questo è necessario che la regia sia una, condivisa, ed unitaria. Continuiamo a credere in noi stessi ed in quello che facciamo, abbandonando possibilmente logiche “sindacali” che non dovrebbero appartenerci per la natura stessa della corporazione (pensiero personale). Noi svolgiamo un servizio pubblico che appartiene invece all’amministrazione e che viene affidato ai piloti organizzati in un modello unico nel suo genere. Diamo forza a quest’organo corporativo che siamo sempre più convinti sia il modello migliore. Buon lavoro!

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