Piloti del Porto di Ravenna: avanti tutta verso un futuro di opportunità

Piloti del Porto di Ravenna: avanti tutta verso un futuro di opportunità
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07 agosto 2021

INTERVISTA AL CAPO PILOTA DELLA CORPORAZIONE PILOTI DEL PORTO DI RAVENNA COM.TE ROBERTO BUNICCI




La tempesta sembra passata. Il porto di Ravenna continua il suo trend di crescita rispetto al difficile 2020 di pandemia e si assesta, secondo le cifre ufficiali riportate dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, sui livelli del 2019. Il primo semestre del 2021 ha infatti fatto registrare una movimentazione complessiva pari a 12.814.827 ton in crescita del 19,5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Il numero delle navi è stato pari a 1.337 (+200 navi) per una crescita del 17,9% e in linea con i dati del 2019. Numeri che confermano come il porto romagnolo non solo stia uscendo a piene falcate dalla crisi ma che punti via via a diventare uno degli scali più importanti del mare adriatico e d’Italia. L’approvazione del recente progetto per la costruzione del nuovo Hub crocieristico e della nuova stazione marittima, spinto moltissimo dalla Adsp e dalla Regione Emilia-Romagna, porterà lo scalo ravennate a diventare, secondo le stime, il primo porto turistico dell’Adriatico con la realizzazione di un nuovo molo crociere e di una stazione marittima di oltre 10.000 metri quadrati (con ampi spazi pedonali esterni) che sarà pronta ad ospitare circa 300.000 passeggeri l’anno.

Il progetto è stato favorito anche dalla proposta del gruppo americano Royal Caribbean, uno dei primi operatori crocieristici a livello mondiale, che prevede la partecipazione della compagnia alla gara di concessione per la gestione del servizio di imbarco/sbarco e il transito dei passeggeri nel porto di Ravenna per i prossimi 35 anni per un valore complessivo di 221 milioni di euro. Per la nuova Stazione Marittima è previsto un investimento da 26 milioni di euro: 20 milioni da parte di Royal Caribbean Group e 6 da parte dell'Autorità di Sistema portuale di Ravenna.

Il progetto del gruppo statunitense affascina non solo per la parte economica ma soprattutto per l’aspetto della sostenibilità ambientale che prevede la costruzione della nuova stazione marittima in piena armonia con l’ambiente circostante del Parco delle dune a Porto Corsini e che sarà realizzato con un sistema di elettrificazione delle banchine (Cold Ironing) che permetterà alle navi in sosta di spegnere i motori e alimentarsi tramite energia elettrica. Il sistema, al momento allo studio, avrà la capacità di 16 MVA e sarà realizzato in project financing per un investimento da 28 milioni di euro. I primi interessati al futuro sviluppo del porto romagnolo sono certamente i Piloti del porto di Ravenna che saranno chiamati anche loro ad una intensa fase di programmazione, incremento del lavoro e accrescimento della corporazione in termini di unità lavorative.

Il Capo pilota della corporazione piloti del porto di Ravenna, com.,te Roberto Bunicci, ci spiega quali saranno le fasi di avanzamento per la costruzione del nuovo polo crocieristico e quali gli sviluppi (positivi) per la sua corporazione. Com.te Bunicci, per il porto di Ravenna si prospetta un futuro bello e florido.

Come stanno partecipando i piloti a questa nuova fase di sviluppo? Siete in contatto con l’autorità portuale per concedere un vostro contribuito in termini tecnici alla realizzazione dell’opera?

“Il progetto ha avuto un travaglio lunghissimo ed è stato ritoccato più e più volte. Di conseguenza il nostro contributo è stato marginale e il risultato finale è stato definito dall’Asp secondo le loro strategie. Questo aspetto diciamo che non ci entusiasma particolarmente perchè il nostro parere ci è stato chiesto solo alla fine quando praticamente il disegno del porto era già stato completato. A discolpa posso dire che i progetti di sviluppo dei porti sono condizionati da molteplici fattori e che noi piloti siamo solo uno dei fattori di richiesta di miglioramento e poi ci sono tutti gli altri condizionamenti. Spazi, tempi, sabbie, etc. Un nostro contributo però, non lo nascondo, sarebbe cosa gradita”

Avete avuto delle tempistiche di fine lavori?

“Il progetto hub portuale si sviluppa su tutta l’ansa del porto e richiederà fondamentalmente, come parte più complessa, il rifacimento di alcune banchine. Questa rappresenta la sfida più importante perchè bisognerà consolidare le nuove banchine con i fondali a 14,50 metri garantendo però allo stesso tempo l’operatività dei terminal dove sorgono queste banchine. La prima sfida è quindi quella di avere cantiere e operatività insieme. E questo non sarà facile. Noi in questa fase avremo un ruolo fondamentale insieme alla Capitaneria di Porto e all’Autorità portuale per vincere questa sfida e garantire che tutte le operazioni si svolgano nel minor tempo possibile e sempre garantendo il massimo della sicurezza. Dopo di questo c’è una parte escavo che ci consentirà di avere una nuova draga della Fincantieri che sarà una draga ecologica, altro fiore all’occhiello dello sviluppo del porto”

Ci spiega meglio questa “transizione ecologica” intrapresa nel vostro porto?

“Durante l’escavo di questa draga, si separa la parte sabbiosa da quella di fango più inquinata. I residui vengono quindi trattati in maniera separata: quelli buoni vanno in cava e quelli diciamo “cattivi” vanno sistemati e spediti dentro dei contenitori appositi e trattati come fossero un rifiuto. Questa è certamente una grossa novità positiva di cui andiamo orgogliosi a livello nazionale perchè ci vede protagonisti di un miglioramento delle condizioni di lavoro e trattamento delle sabbie e degli escavi. Per avere questa transizione ecologica si paga però il prezzo di tempistiche molto più lunghe per l’escavo, maggiori difficoltà e anche maggiori costi”

Come corporazione piloti siete soddisfatti di questi miglioramenti anche in previsione di un’inevitabile incremento del lavoro?

“Io personalmente ma anche gli altri piloti della corporazione sono molto felici di questa nuova fase per il nostro porto. Storicamente a Ravenna, ogni qualvolta vengono fatte delle migliorie infrastrutturali, degli allargamenti degli spazi o approfondimento dei fondali, si registra un aumento dei volumi dei traffici, delle navi e il mercato lo recepisce subito con una evidente accelerazione. Sono sicurissimo dal canto mio che alla fine dei lavori il porto di Ravenna sarà ancora più forte, più potente e aumenterà i volumi dei traffici. Fondamentale anche la spinta al miglioramento dei collegamento stradali e ferroviari in entrambi i lati del canale, per raccordare il porto alle arterie limitrofe.”

Si parla di un porto di Ravenna che diventerà nei prossimi anni la più importante realtà crocieristica del mare Adriatico

“Si è vero. C’è un interessamento fortissimo di Royal Caribbean che sta partecipando ad un‘offerta di gara per avere un’area a terra dove costruire un terminal crociere di 10.000 metri quadrati ed eco compatibile dove ormeggeranno le navi più grandi che verranno in Adriatico. Un progetto molto ambizioso con una concessione di 35 anni per far diventare Ravenna il porto principale dell’adriatico”

In tutto questo, come sta adesso la sua corporazione?

“Posso dire che siamo tutti in ottima salute, il gruppo è entusiasta per queste novità. Usciamo da due anni molto difficili di Covid che ci hanno stressato non poco, con turni molto faticosi ma a cui i piloti hanno sempre risposto con grande professionalità e abnegazione. Mi complimento con ognuno di loro perchè hanno capito il difficile momento che stavamo attraversando e hanno coperto turni rigidi e in sotto organico, senza mai tardare una nave in tutti questi mesi. Di questo ne andiamo molto orgogliosi. Adesso abbiamo assunto il primo aspirante pilota per far fronte ai due pensionamenti avuti nell’ultimo anno e mezzo e a breve avremo a disposizione altri due aspiranti. Per il futuro attendiamo i tempi reali della esecuzione di tutti questi fondamentali lavori. Certamente quando il progetto del nuovo hub crocieristico sarà terminato, anche la nostra corporazione dovrà rivedere non solo la forza lavoro ma anche acquisire nuove metodologie tecniche per la manovra di navi sempre più grandi da effettuare in nuovi spazi. Uno sguardo al futuro che certamente ci stimola ad accrescere sempre di più le nostre competenze e la nostra formazione”
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