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15
May

INTERVENTO PRESIDENTE AL CONGRESSO DELLA FFPM

INTERVENTO PRESIDENTE AL CONGRESSO DELLA FFPM

Il presidente di Fedepiloti è intervenuto al Congresso della Federazione Francese a Parigi. Questo il testo dell'intervento:

"Presidente Comandante Casanova, Colleghi Francesi, Federazioni europee presenti, - porto il saluto di amicizia di TUTTI - - i Piloti dei Porti Italiani. - Indistintamente
Nel mese di aprile, a Roma, si sono chiusi i lavori della 72a Assemblea Generale della Federazione Italiana Piloti dei Porti. - Che per titolo aveva:
I PILOTI TRA PASSATO E FUTURO: I VALORI NON CAMBIANO
Questo è stato il titolo scelto per affrontare uno dei momenti più difficili del Pilotaggio nel mio Paese, in un momento politico certamente di cambiamento, in uno scenario di sicuro attacco speculativo finanziario generale, con particolare interessamento verso una “governance diversa ” del sistema portuale e quindi anche e soprattutto del pilotaggio.
Liberté, Égalité, Fraternité - 
Dalla storia bisogna sempre imparare.
La Francia, ma soprattutto i Francesi, hanno insegnato tanto al mondo. 
Retorica? No! I vostri valori sociali sono quanto mai attuali anche nel nostro mondo di Piloti Marittimi: 
LIBERTÉ - di potere sempre agire in nome del legittimo interesse privato degli armatori, ma con particolare attenzione alla tutela dell’interesse pubblico dello Stato. 
EGALITE’ - un pilota è sempre un pilota senza alcuna differenza del porto dove lavora (grande-medio-piccolo) o delle navi che pilota. 
FRATERNITE’ - siamo e dobbiamo rimanere una sola grande famiglia che si aiuta e si sostiene, perché dall’esterno nessuno è disposto a farlo.
Dobbiamo restare sempre uniti, proprio sotto quegli alti valori che il popolo francese ha consegnato alla storia e sui quali ha costruito la sua grandezza.
Lo dico, cari amici, perchè in Italia qualche anno fa, come forse molti di voi già sanno, si è consumata una triste pagina per il Pilotaggio Italiano che ha visto LA frattura della grande famiglia di uno dei più forti sistemi di pilotaggio d’Europa, ed anche del mondo. Con riferimento al suo modello regolatorio s’intende.
A distanza di 10 anni, questa scissione di una ventina di persone, ha provocato solamente una perdita di energie e risorse, oltreché di credibilità della Federazione stessa che ha subito attacchi pretestuosi continui sulla stampa, nelle sedi istituzionali del Ministero fino all’interno delle corporazioni.
Il solo risultato ottenuto ad oggi, dopo questa scissione tra noi Piloti inutile, stupida, legata solamente ad interessi personali di qualcuno, è che l’utenza è a conoscenza di dinamiche nostre interne (del tutto legittime sia ben chiaro!) che le hanno permesso di mettere in dubbio l’intero impianto tariffario e tecnico-operativo, fino a spingersi ad attaccare con grande forza l’impianto regolatorio principale del Codice della Navigazione e mettere in dubbio che il pilotaggio debba rispondere solo alle logiche dell’Autorità Marittima dello Stato Italiano.
Ad aggravare il dialogo nel “Cluster Marittimo” in Italia, anche la divisione consumata all’interno degli Armatori. La realtà associativa infatti, ci ha definito un mondo regolato da un sistema antiquato, obsoleto, da superare; mentre per noi, Piloti del Porto, rimane invece un mondo di disciplina, responsabilità e capacità di affrontare situazioni ad alto rischio che richiedono lucidità e reattività ad un livello non-comune. 
Elemento, quest’ultimo, che se dovesse venire meno, capite bene, aprirebbe al mercato anche attraverso la liberalizzazione, facendo venire meno il monopolio regolato certo, ma soprattutto l’elemento fondante delle nostre organizzazioni che è LA SICUREZZA NEI PORTI.
E non potrebbe essere altrimenti:
“Il Pilota quando sale a bordo ha un duplice obiettivo, accanto a quello della tutela degli interessi più che legittimi dell’armatore, quello ancora più importante dell’interesse generale dello Stato attraverso la salvaguardia della vita umana in mare e dei beni materiali ed ambientali. E’ la composizione di questi due interessi che deve essere realizzata garantendo la sicurezza dei porti e delle acque portuali.
Questo è vero il “core business” del pilotaggio!
Ecco perchè il pilotaggio deve rimanere regolato dallo Stato e gestito da un soggetto unico in quanto depositario di un servizio pubblico obbligatorio il cui concetto di unicità non è contraddetto affatto dal regolamento Europeo 352/2017.
Anzi, nel merito il pilotaggio, grazie all’egregio lavoro portato avanti dalla nostra associazione europea, l’EMPA, in particolare dalla Francia, dai Paesi Bassi, dalla Germania e anche dall’Italia, è stato lasciato fuori dal regolamento stesso, demandando invece ai singoli Stati la possibilità di inserirlo.
Professionalità, credibilità, forza politica, sono virtù che possono trovare un moltiplicatore solo nell’UNITA’.
Unità all’interno della Stazione di Pilotaggio, Unità della categoria a livello Nazionale con la Federazione. 
Non esistono altre strade. La nostra storia ci ha portato a capire che questa è l’unica strada percorribile se non si vuole la fine del nostro sistema 
Le opinioni diverse sono legittime, il confronto E’ occasione di crescita per tutti, però le battaglie “politiche dei Piloti” si DEVONO fare dentro casa. 
Fuori deve uscire sempre una voce sola, quella della “stazione di pilotaggio - in Francia, quella della Corporazione - in Italia”, quella del PILOTAGGIO NAZIONALE a Roma come a Parigi!
Ecco perché dico sempre che la Federazione non la ritengo semplicemente un sindacato, ma è molto di più. È una vera e propria ISTITUZIONE tecnico-operativa che deve essere guidata da piloti per il bene del pilotaggio del proprio Paese.
Intendo dire che come già avviene a livello locale dove i Piloti sono i consulenti per la sicurezza e la gestione del Porto, altrettanto istituzionalmente la Federazione dei Piloti Marittimi è il braccio tecnico dell’Autorità Marittima a livello centrale.
Da parte nostra, di Piloti del Porto, tutto ciò può solo avvenire non cadendo nella trappola dei singoli individualismi, ma aspirando sempre al bene collettivo che poi si traduce infine proprio nel bene del singolo.
Tutto quanto detto oggi, trova anche una sua sintesi nelle parole delle motivazioni della sentenza di appello di quella tragica, maledetta notte del 7 maggio 2013 nel porto di Genova. (Abbiamo celebrato il 6° anniversario la settimana passata).
Una ferita dalla quale non guariremo mai perchè molte persone hanno perso la vita e dove per molte altre è cambiata radicalmente.
Un dossier dal quale c’è tanto da imparare per tutti. Un dossier che evidenzia di come il pilota, “nonostante lasciato solo in aletta e senza le dovute informazioni” sia stato il primo a rendersi conto che la nave non stesse rallentando e l’unico ad avere impartito ordini corretti per evitare il peggio, motivi per i quali il Giudice lo ha assolto con formula piena rispetto alle accuse di aver contribuito in qualche modo al sinistro.
Concludendo - Sono profondamente onorato di avermi dato occasione di esprimermi davanti alla grande famiglia dei piloti Francesi, ai quali rinnovo sentimenti di stima e fratellanza ed in questo senso non posso che cogliere l’occasione per sancire l’amicizia professionale e personale che mi lega da anni oramai ai “cugini” del Sud della Corsica, in particolare con il Com.te Ricci e soprattutto il Com.te Alain Tafani, per l’impegno costante e faticoso che portiamo avanti per il progetto del pilotaggio nelle Bocche di Bonifacio, il cui dossier è all’attenzione particolare del Ministero dei Trasporti ed alla commissione parlamentare.
Presidente Casanova, Jean Philippe, la Federazione Italiana ti ringrazia per l’importante contributo che hai apportato all’EMPA, ed oggi anche all’IMPA - come vice presidente, ma ancora più importante, ammiriamo il lavoro che fai da tanti anni per mantenere l’unità all’interno del pilotaggio francese.
Un augurio mio personale a tutti voi di Buon lavoro".

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